Macchinette al liceo

Gg515Pausa pranzo per la conferenza e orario di uscita da scuola per gli studenti delle superiori.

Il vicolo da cui si accede al liceo "San Giuseppe de Merode" è uno spettacolo di costume che rimango ad osservare.

Intanto è in un vicolo a senso unico vicino a Piazza di Spagna e il "bidello" fa da vigile perchè se qualcuno si infila mentre altri stanno uscendo non c’è via di scampo: in questo caso un sistema "autoregolato" non funzionerebbe proprio.

Soprattutto perchè trattandosi di uno dei più "esclusivi" licei romani, è un susseguirsi di Cayenne, Tuareg, Mercedes (qualche mamma ecologista in bici) ed è già difficile per loro il passaggio perchè comunque qualcuno parcheggiato lungo la via c’è sempre.

Ma la cosa più caratteristica sono le vetturette, ne vedo uscire una gran quantità e chiedo al bidello dove diavolo le tengano: "Sono più di 80 e parcheggiano tutti su nel piazzale". Certo, ci sono mamme apprensive che preferiscono 4 ruote alle due ruote del motorino ma mi sembra davvero una follia vedere questi ragazzini con auto e telefonino che escono da scuola come fossero operai del Lingotto a fine turno.

4 Replies to “Macchinette al liceo”

  1. Roma è sempre una città particolare, dove certi costumi si esaltano e diventano lo specchio di una “civiltà”. Più che operai che escono dal Lingotto a fine turno, direi che sembrano la parodia di Piccoli Uomini, più propriamente Piccoli Managers e Piccoli Managers Cresceranno…
    Si, ma come?

  2. E le macchinette sono solo un aspetto, poi ci sono gli zainetti, gli occhiali da sole, i vestiti, …. un mondo. Non so come cresceranno i ragazzi di oggi ma se ricordo le critiche dei miei genitori ….

  3. Commenti e considerazioni così superficiali le hanno fatte spesso anche quando a scuola andavo io, più di dieci anni fa, e uscivamo dallo stesso cancello tutti in motorino che le macchinette non c’erano ancora. Ma perché la gente non pensa a sé invece che a farsi i fatti degli altri?

  4. Osservare e riflettere non mi pare “farsi i fatti degli altri” e comunque un mondo in cui la gente “pensa solo a sè” proprio non mi piacerebbe.

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