Andare a prendere il caffè con Kikki al mattino, è un modo che ho di farmi raccontare le vicende locali e capire un pochino il "dibattito" che anima la comunità.
Avevo visto ieri il manifesto che invita la popolazione lunedì sera alla presentazione dei progetti di sviluppo turistico (il tema caldo sono le nuove piste tra Croda Rossa e Mont’Elmo) e ho chiesto a Kikki qualche dettaglio in più.
La chiacchierata è durata più di un’ora e ho imparato molte cose.
Innanzitutto ho saputo che la settimana scorsa era stata organizzata una uguale iniziativa promossa dalla "Burger liste" (la lista civica locale) che raggruppa, non si sa bene quanti, verdi e "intellettuali" locali che sono contrari allo sviluppo turistico della valle.
A detta di Kikki c’era moltissima gente (la Haus Sexten piena) e, per farla breve, la contrarietà era tutta basata su una visione abbastanza catastrofica delle piste da sci come portatrici di frane e smottamenti e di alterazioni climatiche legate al taglio degli alberi.
Nessuno ha detto che in realtà vengono ripiantati più alberi di quanti ne vengono tagliati e che nel realizzare le piste vengono drenati e sistemati i terreni oggi incolti, ma tant’è.
A fronte della contrarietà non c’è una proposta alternativa se non una visione che prefigura un turismo di "camminatori dello spirito", di gente che cerca la pace e la serenità e vuole calma, silenzio e spazi incontaminati dicendo anche che la vita a Sesto si sta facendo "insopportabile" e che c’è troppo benessere: sul fatto che l’economia della comunità sia più che florida non ho dubbi ma che Sesto sia "insopportabile" mi pare difficile da sostenere e anche in pieno agosto non mi pare che si viva poi così male.
Il pettegolezzo vuole che queste posizioni siano sostenute da chi (insegnanti e dipendenti pubblici) hanno stipendio fisso non legato all’economia locale.
Il fatto è che questo dibattito, mi sarebbe piaciuto andare lunedì a quello che vedrà in scena i fautori dello sviluppo dei nuovi impianti, di sicuro impedirà che la nuova pista da Mont’Elmo a Croda Rossa si faccia il prossimo anno, se va bene ci vorranno due anni.
Già in passato e cioè sette anni fa, è un’altra delle scoperte di stamattina, la proposta di un impianto che portava da Moso al Panorama (lungo il tratto finale della pista che scende dall’Elmo) era stata sottoposta a referendum dall’ex sindaco Rainer ed era stata bocciata per 3 (tre !) voti: ora ho capito perchè una cosa che a me era sembrata ovvia (un impianto che porti al Panorama significa poter godere della fantastica pista da fondo che parte dalle Sette Baracche oggi raggiungibile solo in taxi) non c’è.
Come spesso accade il risultato del referendum è stato il frutto di molti fattori incrociati: molti non hanno inteso votare contro la realizzazione dell’impianto ma contro il Sindaco (vuoi per una licenza edilizia negata o per altre ripicche) e molti tra i favorevoli non sono andati a votare pensando che fosse ovvio che l’impianto era una cosa giusta e che il referendum era una inutile strombazzata.
Memori di quell’esperienza i fautori del nuovo impianto mi sembra siano ora più attenti a comunicare in modo più deciso, ma vedremo cosa ne uscirà lunedì.
A sostenere il progetto ci sarà il nuovo Sindaco Egarter, l’amministrazione comunale e il neo presidente della società degli impianti, Senfter che sembra determinato a riversare nel progetto le sue energie liberate dall’impegno della gestione dell’azienda ora passata al figlio.
E’ una bella lezione di politica perchè, pur essendo un microcosmo, ci sono tutti gli ingredienti che si ritrovano nei grandi dibattiti: come superare i particolarismi? Come leggere un territorio e il suo futuro? Come creare sviluppo sostenibile? COme informare in modo semplice ma accurato? Come accettare che il consenso unanime non è possibile e bisogna avere il coraggio di decidere pur non cadendo nel decisionismo?
Al prossimo ritorno a Sesto mi farò raccontare in dettaglio.