Davvero mi fa arrabbiare la polemica su Alitalia e Malpensa: un’azienda perde miliardi (nostri) ogni giorno, finalmente trovano un compratore e adesso diventa un "affare di stato" difendere Malpensa dimenticando che si tratta di una anomalia tutta italiana il fatto di avere due hub, scelta che deriva da scelte campanilistiche e non imprenditoriali.
Chi ha viaggiato con Alitalia di recente non dimentica i disservizi, la pessima qualità, e i prezzi alti, quanto a Malpensa già dimenticati gli illeciti con le valigie e la mancanza di collegamenti efficienti con le città più importanti.
Che avere una "compagnia di bandiera" fosse un fatto importante, da intervento statale, poteva avere un senso nel dopoguerra ma oggi, con le compagnie low cost e la realtà europea, davvero mi pare un assurdo pensare che sulle sorti di Alitalia si debbano leggere ogni giorno notizie e prese di posizione che antepongono ancora il campanile al fatto che comunque i debiti di quel disastro li paghiamo noi e che il sindacato difenda la pletora di "non lavoratori" (è un modo di dire politically correct) che hanno gonfiato l’azienda mi pare una battaglia dalla parte sbagliata.
Non mi potresti trovare più d’accordo di così. Tutti si lamentano che le tasse sono alte senz pensare che è anche grazie a questi sprechi.
Gigi,
che Alitalia debba essere privatizzata e stare sul mercato non ci sono dubbi, credo. Il problema è come farlo. La vendita ad Air France vol dire una sola cosa: sua riduzione a compagnia regionale con base a Roma a servizio di Airfrance e KLM.
Io sono per la privatizzazione e per far si che stia sul mercato, ma vorrei vendere a chi si impegna in un qualche modo per il sistema italia.
Ti suggerisco l’articolo dell’espresso che linko qui:
http://www.alfonsofuggetta.org/?p=2010
Ciao,
Alfonso
Il fatto che Alitalia diventi una compagnia regionale o una low cost dipende dalle scelte imprenditoriali di chi se la compera e non una scelta per il “sistema Italia” (ammesso che siamo d’accordo che una compagnia aerea nonè più un asset strategico per un paese).
Sul fatto che Malpensa possa essere migliore di altri hub sarà una valutazione altrettanto imprenditoriale di chi se la compera e se sarà vantaggioso tenerla o chiuderla dipenderà ancora da scelte che partono dall’assunto che le imprese, di solito, non amano buttare i soldi al vento per cui se hanno comperato un valore, ripeto di solito, non lo buttano via.
Gigi, l’interesse di Air France è di eliminare un concorrente. Roma non potrà mai essere un hub per il nord italia, per motivi geografici (il traffico principale va verso nord, Asia, Europa e USA). Per cui Roma non è un problema. Ma Malpensa si. E in effetti, sembra che Air France non voglia mollare gli slot, proprio per evitare che si crei un concorrente a Malpensa. Per cui, credo sia necessario considerare la posizione di Air France in modo più articolato.
Alla fine, per loro si tratta di una acquisizione che prende il mercato. Poi, l’azienda verrà sminuzzata, lasciando i pezzi che gli servono (i collegamenti punto a punto e per gli hub di Parigi e Amsterdam) e chiudendo gli altri.
Ciao e ancora auguri!
Alfonso
Quali siano i motivi per cui un’azienda ne compera un’altra possono essere i più disparati e non vedo cosa ci sia di male se un’azienda compera un concorrente per acquisire maggiore mercato.
Soprattutto non sono d’accordo che chi vende pensi di poter decidere cosa deve fare chi compera: se non ti va, non vendere, tieniti l’azienda e risanala.
Dico queste cose perchè le ho imparate, in piccolissimo, avendo venduto un’azienda che chi ha comperato ha massacrato (e che ora per legge del contrappasso subirà la stessa sorte) ma sapevo bene ciò che facevo, il mio maestro Stefan me lo aveva detto e avevo fatto una scelta consapevole.
Ripeto, sempre che stiamo parlando di aziende e di mercato.
Se invece riteniamo che l'”italianità” passi per Alitalia e per Malpensa, che ci siano interessi strategici, allora l’azienda , se lo stato ne è capace, va tenuta e risanata. Se non ne è capace o non può sostenerne i costi sociali (tasse per noi o licenziamenti per i troppi dipendenti) che lo dica pubblicamente.
Infatti Gigi io non sono per tenerla in mani pubbliche o per obbligarli a fare quello che vuole lo stato italiano. Dovendo lo stato venderla, però, cercherei di farlo pensando non solo a fare cassa, ma anche a vedere se l’acquirente ha a cuore l’interesse del territorio. Peraltro ti segnalo che su questioni rilevanti, anche i liberisti USA hanno delle clausole ben precise che, per esempio vietano azionistri stranieri nelle aziende di interesse nazionale o impongono vincoli ben precisi a chi vuole operare sul territorio USA. Pensa a Finmeccanica che ha vinto la gara per i famosi elicotteri solo perchè ha rispettato vincoli ben precisi relativi alla produzione in USA di gran parte degli apparecchi.
Il risultato a cui si è arrivati ora con Alitalia è causato da circa 20 anni di gestione demenziale in cui si sono alternati decine di amministratori incompetenti ognuno dei quali ha fatto un piano strategico che era carta straccia dopo 15 giorni. Poi Alitalia si è suicidata quando 8 anni fa non è entrata in gruppo con KLM, che poi ha fatto gruppo con Air France, ed oggi nessuna compagnia aerea è in grado di sostenersi da sola senza entrare in coalizione con altre compagnie con le quali fare sinergie sulle tratte da servire. Su Malpensa sento sproloquiare i nostri amministratori locali che invece di continuare a dire sciocchezze sul ruolo di HUB di Malpensa, che non è mai stato un vero HUB perchè manca la compagnia aerea di riferimento, avrebbero almeno potuto fare tutto quello che era possibile per collegare degnamente lo scalo con le città vicine. E invece si continua a parlare a vanvara (sic) anche di una AIR PADANIA da rendere operativa in due anni. La questione cruciale sono il vero capitale di Alitalia, ovvero gli slot che ha a Malpensa. Almeno dovrebbero cederli perchè non è accettabile che lasci Malpensa e tenga gli slot, a cui peraltro ha diritto per un anno,anche non occupandoli. Però in fase di trattativa tutto può essere trattato. Se li cedesse potrebbero entrare altre compagnie a meno che AZ ed AF non pretendano di controllare quasi tutto il sistema aeroportuale italiano almeno per un anno. Infine sarei curioso di sapere che idea strategica (!) avevano in testa politici ed amministratori locali quando 20 anni fa è stato autorizzato l’investimento della nuova Malpenza. Perchè un aeroporto come Malpensa è una infrastruttura che poi necessita di una compagnia di riferimento per funzionare in modo efficiente, invece AZ non ha mai fatto una scelta reale su MXP anche se la SEA gli ha sempre erogato annualmente diversi milioni di EURO di cosiddetto “Premio HUB” al raggiungimento di determinate quote di passeggeri e da alcuni anni sta costruendo il cosiddetto terzo terzo del nuovo scalo, un terminal costruito appositamente per AZ e che sarà terminato nel 2009 e la SEA continua ad investire sullo scalo per migliorie ed adeguamento di tutti i sistemi meccanici ed informatici molte decine di milioni di EURO all’anno che continueranno ad essere investiti anche nel 2008 perchè questo richiede il contratto di concessione con lo Stato, ovvero di mantenere in efficienza lo scalo e di svilupparlo continuamente. Tutti investimenti autorizzati dallo Stato!Veri sono i problemi iniziali nello smistamento bagagli ma ora non si sente più parlare di inefficienze a MXP perchè i tempi di riconsegna bagagli sono quasi i migliori in Europa anche se il tempo che un passeggero ci mette dall’aereo al nastro è tra i più bassi (non facciamo fare un lungo giro ai passeggeri per distrarli!) mentre a Roma ci ricordiamo tutti cosa è successo la scorsa estate. Di fatto hanno un impianto vecchio di 10 anni su cui non hanno investito (Perchè gli enti preposti non sono intervenuti?) ed ora sono terrorizzati all’idea di un incremento di traffico a Roma perchè quello che rischiano seriamente è il collasso, tanto che stanno tirando su in fretta è furia un paio di prefabbricati per la gestione dei transiti. Del resto, Fiumicino sarà l’hub italiano! Alitalia verrà fagocitata da AF che ha tutto l’interesse a portare i pax a Parigi che ha ancora capacità residua. Tante altre cose ci sarebbero da dire, ad esempio sulla flotta di AZ, sui prezzi di AZ, sul Milano-Roma, sulla concorrenza che subisce da Linate, Orio, Montichiari, Verona, Venezia, Bologna, Torino, in un demnte sistema aeroportuale italiano dove ogni 60 KM o anche meno c’è un aeroporto, ma mi fermo qui. Buon anno!