Andando a Milano in treno volevo una lettura divertente e non impegnativa e mi sono messo in borsa La Grammatica di Dio di Stefano Benni che mi hanno regalato a Natale.
Non mi piacciono i libri di raccontini, preferisco una storia completa che si sviluppi e ti appassioni ma direi che il libro ha svolto il suo compito di "compagno di viaggio".
Lo pensavo divertente ma in realtà ogni storia è intrisa di una nemmeno tanto celata amarezza anche se alcune battute mi hanno fatto sinceramente ridere.
Una su tutte (un amico cerca di consolare l’altro che è stato lasciato dalla moglie e si dispera) : "Le donne e le scoreggge ti scappano anche quando non vuoi".
L’altra sera mi è ricapitato in mano Baol, che ho letto una ventina di volte e mi è venuto da pensare che dopo quello, tutti gli altri libri di Benni erano intrisi di un umore cupo. Poi ho pensato alla trama di Baol, a certi personaggi e mi è sembrato di vedere quello che c’è intorno adesso 🙁