La conferenza sul "talento" all’AIB mi ha dato alcuni spunti interessanti ma abbastanza deludente.
Bravo Charlie, bravo Roda e la dottoressa primario di rianimazione pediatrica. Quello che non è emerso è che il talento non è frutto di un pensiero diretto, non si insegna a scuola, il talento è "pensiero laterale" è credere nell’istinto più che nella competenza.
Ascoltando gli interventi ripensavo alle molte persone di cui ho fiutato il talento (e in Siosistemi ce n’erano tante) e che ho visto crescere è dare il meglio di sè ma non è mai stato il frutto di un calcolo o di uno studio è stato più ascoltare cosa mi diceva la "pancia". E i pochi errori mi confermano che la scelta è quella giusta.
“” …il talento non è frutto di un pensiero diretto.. /// ..è credere nell’istinto più che nella competenza.””
..e per fortuna!
Hai ragione Gigi! Ma sapessi che sforzo ottenere in AIB la possibilità di parlare di Talento e di stimolare un dibattito affinchè nasca e cresca la ricerca e la valorizzazione di nuovi talenti.
Notevolissima la partecipazione. Erano anni che non si vedeva tanta gente ad una tavola rotonda in Associazione. Per fortuna che esiste il “terziario” che si è impegnato per la riuscita dell’evento. Complimenti a Zini che lo ha voluto e ha saputo creare la giusta attenzione.
Eppur si muove……
Credo sia importante il verbo “credere” parlando di istinto perchè se non ci si crede o si lascia perdere quando l’istinto o la pancia ci dice qualcosa dopo un po’ l’istinto si spegne. Quindi è una cosa che va accudita, come una pianta. Ne parlava una volta il compositore Giancarlo Menotti, fondatore e organizzatore per decenni del Festival dei due mondi di Spoleto, quando diceva che essendo molto preso dall’organizzazione del festival non aveva avuto tempo per diversi anni di dare ascolto alla voce interiore di compositore e alla lunga quella voce si era spenta per cui aveva praticamente smesso di comporre. Qundi manteniamo viva la poca o tanta fantasia che abbiamo!