Psicoterapia canina

Pict0059Juliette non sta bene da qualche tempo. Mangia poco, vomita spesso e non è "brillante" come suo solito.

Con Paola la veterinaria stiamo cercando di capire se si tratta di gastrite,  o di qualcosa di più serio (oggi pomeriggio facciamo un’ ecografia per escludere la presenza di masse tumorali o problemi ad altri organi).

Il fatto è che, ovviamente, non è in grado di dirci dove le fa male o "come si sente" e dobbiamo interpretare la sua condizione dai micro-segnali quotidiani perchè lei ci circonda comuque con il suo affetto gratuito e incondizionato come volesse dire "Scusate, non voglio disturbare, se c’è una coccola da dare o prendere è tutto ciò che mi serve".

E’ per me una grande lezione di comunicazione non verbale che già il nostro cane precedente (Chagall, un bernese di 50 kili) mi aveva dato, capire dai gesti, capire dagli occhi e non dalle parole.

Tornavo a casa dal lavoro ogni sera e lui sempre mi accoglieva come se fossi tornato da chissà quale viaggio: ero stanco e tirato e lui andava a caccia di coccole come a dire "Lascia perdere, la vita è qui e adesso e non c’è nulla che valga il rinuniciare a una bella sfregata di muso."

Mi sono sorpreso ieri quando Paola ha trovato che Juliette ha la febbre alta e le ha subito prescritto una settimana di antibiotici, mi sono sentito "in colpa" per non essermene accorto: ma come potevo? quando suono lei è lì sui miei piedi a scaldarli come sempre e non mi sono accorto di un particolare aulìmento della temperatura, se mi vede preparare l’archetto e li violoncello si alza da dove sta e viene in studio.

Mi dicevo che se stesse male se ne starebbe ferma, mentre forse la lezione è proprio questa: ci sono cose importanti per cui con canina testardaggine bisogna fare ciò che si deve e il suo "imperativo categorico" è accudirmi quando suono.

E’ la stessa cosa quando Marina si appresta alla sua passeggiata pomeridiana e Juliette dimentica i suoi acciacchi e si aggira festosa ad anticipare l’uscita dal cancello o quando qualcuno ci viene a trovare e lei riempie chiunque di festeggiamenti fatti di uggiolii e di scondinzoli esagerati: ci sta dicendo "Che benedizione avere amici che ti vengono a trovare, che gioia bere un caffè con persone che ti sono care ! Non ci sono pene che ne possano offuscare la grandezza."

Mi preoccupa un pò lasciarla per 10 giorni senza conoscere con certezza le sue condizioni di salute (per quello sto pressando Paola) e dovrei dirmi che ci sono comunque Giulio e Piero e Dalila che l’accudiranno  durante il nostro viaggio eppure ci penso e prefiguro scenari foschi ed evoluzioni positive allo stesso tempo.

Ho parecchie cose da fare in questo giorni di preparativi, ma mi sono voluto prendere la pausa di questo post quasi a ringraziare Juliette del suo silenzioso contributo alla mia riflessione su ciò che conta davvero, su ciò che impariamo dalla quotidianità, sul senso naturale delle cose, sulla vita e sulla morte.

Lei mi sembra imperturbabile e imperturbata di fronte agli eventi: "Se c’è rimedio perchè preoccuparsi? Se non c’è rimedio perchè preoccuparsi?".

Mi sta dicendo: "Siete voi umani che vi preoccupate del domani e non vedete l’oggi, che rifiutate la morte mentre è parte dello splendore della natura e mente mi cacci le pastiglie in gola non vedi che ti guardo con lo stesso affetto di sempre perchè è quella la sola cosa che conta davvero."

Se c’è una buddista in famiglia è Juliette.

3 Replies to “Psicoterapia canina”

  1. belle riflessioni…
    gli animali, come i bambini, ti richiamano continuamente al presente…mentre noi, per presunzione forse, siamo troppo spesso “avanti”. Come si fa a non abbracciare la filosofia del “vivere ora intensamente”? E’questo il vero gusto della vita.
    Tante coccole alla Julie!

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