Ripensando ai nostri otto giorni nel deserto e riguardando un pò le foto stasera con Liddy mi viene proprio da consigliare caldamente questo viaggio a tutti coloro che hanno un briciolo di spirito di avventura e la passione per la scoperta.
Certo non è adatto a chi non riesce nemmeno ad andare in campeggio o a chi non mangia se non ha la bistecca di vitello e la pasta "come la fa la sua mamma" ma se si accettano le piccole scomodità del vivere all’aria aperta c’è il grande vantaggio di vedere le stelle come le vedono i pescatori in alto mare a al mattino di avere un senso di spazio che non conosciamo più.
Il periodo ideale è da novembre ai primi di febbraio, già noi eravamo a "rischio" di tempeste di sabbia che sono ricorrenti a marzo e oltre marzo fa troppo caldo per andarci.
Raccomando assolutamente l’agenzia statale del turismo ONAT che ha organizzato il tutto e Mustapha Adel (onatassili@yahoo.fr), che è il responsabile dell’agenzia di Djanet, èstato di una gentilezza e una ospitalità davvero encomiabili. Olte al nostro giro del Tadrart, è possibile fare altri viaggi nel deserto, dal terkking a piedi, all’escursione in cammello, alla traversata da Djanet a Tamanrasset e anche avere solo una guida e la "jeep cucina" e poi guidare il proprio 4×4 o noleggiare moto o quad per chi ha il talento per farlo.