Non solo classica

Al concerto non suonavamo solo musica classica ma anche brani moderni (due di Morricone e due pezzi molto noti come We Are The World e What a Wonderful World) ma la novità è stato l’inserimento di due pezzi più roccheggianti.

Honky Tonk Train Blues, è un "classico" del blues e, per quanto possa sembrare strano, è più difficle da suonare per l’orchestra di quanto non lo siano alcuni pezzi classici: siamo in tanti (ben diverso quando suoni in quattro con basso-chitara-piano-batteria) e i ragazzi non sono abituati a suonare "a orecchio" e devono sforzarsi per lasciarsi andare e "sentire" il giro di blues. Ci sono spazi per migliorare gli assoli ma siamo sulla buona strada, soprattutto perchè il mix tra strumenti acustici e elettrici, che crea non pochi problemi per trovare i volumi giusti, mi sembra già ad un ottimo livello.

Aristogatti Suite. Secondo me è il pezzo più difficile che abbiamo in repertorio, per la lunghezza (dura 7minuti anche se qui nella versione ridotta ne dura 4,30), ci sono continui cambi di ritmo e di intensità, pause, stacchi, riprese e dovremo trovare un "sound" come si suol dire, che verrà solo dopo aver ripetuto il pezzo tante e tante volte in pubblico, suonandolo per gusto e divertimento e non vincolati esageratamente alla partitura. Anche qui siamo sulla buona strada e ci dobbiamo ancora aggiungere il brano lento (che abbiamo tagliato per oggettiva difficoltà nelle prove) che completa la suite.

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