Ladri di polli

Tornando a casa ieri sera Giulio ha trovato due borsette gettate al bordo della strada (una terza l’abiamo recuperata nello stesso posto stamattina) appena passato il cavalcavia che scavalca la tangenziale.

Si trattava evidentemente di borsette rubate, svuotate dei contanti e gettate con i documenti e le altre cose da un ladro frettoloso. A una rapida occhiata abbiamo visto che in tutte c’erano i documenti e stamattina sono andato a consegnarle ai carabinieri.

Mentre il piantone le ispezionava e commentava "i soliti ladri di
polli del sabato sera", apriva sotto i miei occhi le carte di identità
delle ragazze (ragazzine direi) e mi faceva tenerezza e dispiacere nel
contempo: il telefonino con gli sticker, un bigliettino con i numeri di
telefono importanti e in cima alla lista "mami", la ricevuta di un volo
AirFrance e il biglietto d’ingresso all’Exploratorium di San Francisco
di diversi mesi fa, la trusse con i trucchi, le matite, l’abbonamento
della corriera.

In fondo mi sembrava una violazione, pur necessaria, dell’intimità
di una persona in realtà già violata dal ladro che nella fretta aveva
rimescolato anche documenti e portafogli ed era come se vedessi salire
da quegli oggetti  il film della preparazione prima di uscire "Ho
tutto? La carta d’identità, i trucchi, il telefonino?" Un’ultimo
sguardo allo specchio e poi via di corsa per la serata a Desenzano.

"Lasciano le borsette in macchina menre vanno a ballare è c’è sempre
chi per poche lire spacca un vetro o forza un baule" mi diceva il
carabiniere e io immaginavo anche il disgraziato che per quelle "poche
lire" si affanna, spacca, corre, annaspa nella ricerca del tesoro e
trova solo poche cose. Che se fa lui del biglietto dell’Exploratorium,
ricordo pieno di valore per qualcuno e inutile cianfrusaglia da gettare
nel fosso per lui.

Quelle tre borsette sul tavolo della caserma mi sembravano la foto
di un sabato sera come tanti, in fondo per loro finito nemmeno troppo
male (almeno i documenti ci sono) un sabato sera alla ricerca di
un’allegria che invece attira altrettanti disperati.

Oggi pomeriggio mi ha chiamato la madre di una delle ragazze per
ringraziarmi, dopo aver letto il mio recapito dal verbale dei
carabinieri: quel grazie "per la mia bambina" era denso di significato,
diceva "sapesse come sono preoccupata ogni volta che esce…", "lei mi
capisce, i figli sono sempre piccoli per noi genitori e combattiamo tra
l’amore che li vuole liberi e indipendenti e la passione che li
vorrebbe sempre tra le nostre braccia".

Poche parole ma sono la generosa ricompensa per Giulio che ha trovato le borse e per la mia ora passata in caserma.

One Reply to “Ladri di polli”

  1. Mi torna in mente la volta che abbiamo trovato un mazzo di chiavi e una carta d’identità gettate nel giardino pubblico sotto casa. Un rapido tentativo sull’elenco telefonico (Internet) mi ha fatto trovare la proprietaria che in un paio di giorni è venuta a riprendersi tutto. Felice ci ha poi spedito una confezione d’olio di sua produzione. Aveva, ricordo, un sapore speciale.

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