Guardando in su

MonteIeri sera ero al "Concerto Verticale" uno spettacolo che Alberto mi ha fortemente caldeggiato e ha fatto bene.

Immagini della montagna, accompagnate da musica rock dal vivo, arrampicate e assoli di chitarra distorta, per quanto possa sembrare strano, abituati alle melensaggini della new age e dei flautini o delle arpe, l’accostamento era invece forte, e stimolante.

Il solo limite è che lo schermo era un 3 metri per tre da video proiezione e ci sarebbe voluto un telone da cinema per immergere il pubblico nelle immagini così come è stato per la musica.

Bravi i Miradavaga il gruppo che suonava (soprattutto tastiera e chitarra sia per la tecnica che per la qualità del suono) e anche la scelta dei brani per nulla banale.

Molto bravo Fabio Palma, uno scalatore, un "Ragno di Lecco" come si è definito che ha fatto da narratore tra un brano e l’altro e tra una sequenza d’immagini e laltra e sorprendente il tema conduttore: mi aspettavo la montagna, la sfida, il silenzio, la conquista e lui per tutta sera ha parlato di bambini, del diritto a vivere bene, del diritto a imparare e a crescere.

Niente affatto pietistico o strappalacrime ma serio, vero, sincero.

Ogni suo racconto, dal Nepal alle Ande, dall’Africa alla Sardegna, alla Svizzera era una metafora per dire che la vita è una splendida ricerca del bello e del vero e dello sperimentare senza aspettare sempre il manuale che ti dica come fare.

I bambini si sa guardano il mondo dal sotto in su ed è lo stesso sguardo che ho quando guardo la mia Croda dei Toni.

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