Ancora sulle patenti

Riprendo il tema delle "patenti" stimolato dal commento di Piero, perchè la mia riflessione va oltre il tema specifico del cane.

Innanzitutto ho l’impressione che ci sia un esasperato e ingiustificato
ricorso alla legiferazione e alla volontà di normare tutto quello che
ci circonda nella arrogante presunzione di "governare il mondo" e di
farlo soggiacere alla nostra volontà.

Una patente per avere un cane? E allora una patente per avere un figlio
no? E per camminare? (attività perniciosa che ci porta a poter urtare
altre persone)

Ci sono corsi per tutto e manuali di ogni genere, corsi per mangiare,
corsi per bere, corsi per fare i corsi e alla radice sono secondo me
l’espressione di una società che fa leva sulla insicurezza diffusa del
vivere e cerca di fornire la "pillola della competenza" come garanzia
di felicità.

Ricordo a Londra quel poliziotto che mentre suonavo in Finsbury Park mi
chiese: "I beg your pardon sir, have you got the permit to play here?"
(Mi perdoni signore, lei ha ottenuto il permesso di poter suonare
qui?). A parte la perfetta forma della richiesta, e la sottintesa
possibilità che io magari un permesso potevo anche averlo,  non mi si
chiedeva il "diploma di suonatore" ma il permesso di suonare in quello
specifico luogo anche se apparentemente nessun cartello o indicazione
proibiva di farlo.

Il "permesso", "la patente", "il certificato"sono utili strumenti di
convivenza e di garazia nella relazione sociale di tipo professionale,
ma sono anche forme attraverso le quali si esercita il controllo e si
limita la libertà. Il brevetto tutela l’opera dell’ingegno? Certamente! Ma è anche un modo conclamato per bloccare lo sviluppo delle idee altrui. Il diploma è la certificazione di una abilità? Ovvio, ma è anche la richiesta di conformarsi a prassi considerate ortodosse per arginare i barbari dell’innovazione.

Quando poi si vuole normare il nostro rapporto con il mondo naturale, la coltivazione delle verdure, il possesso di un animale domestico (il cane? e il canarino no? e il criceto? in fondo è un topo e porta malattie!) e ancor peggio se questo avviene ad opera di chi di questi temi sa assolutamente nulla, il disastro e la conseguente inutilità dei provvedimenti sono assolutamente garantiti.

Non discuto il fatto che sia un bene fare corsi per imparare a comprendere meglio i nostri animali domestici o che sia utilissimo il corso che Marina ha fatto per conoscere le piante da frutto, la potatura e i segreti dell’impollinazione, contesto ferocemente il fatto che sia obbligatorio il farli.

Un conto è l’allevatore, l’istruttore, chi fa un’attività professionale della coltivazione delle verdure o della cura degli animali (e ci sarebbe da discuterne) un conto è il privato cittadino che voglia l’orto o un micio che gira per casa.

Mio padre ha avuto splendidi cani da caccia e mai gli è stato chiesto un patentino, sono cresciuto in un rapporto costante con il mondo naturale e quella che ho ricevuto è stata un’educazione sentimentale e di rispetto più che una "competenza" certificata da non so chi.

Vengo da un mondo, quello dell’informatica, che ha perso letteralmente la testa per i bollini e le certificazioni, in un vortice assurdo di ansie e falsi palliativi.

Non capisci la complessità della rete? Non sai comperare un router? Ecco il bolliino del venditore e i corsi! Non capisci che la sicurezza è un problema? Ecco il bollino CISSP del perfetto esperto di sicurezza (che ha risposto con perizia a un quiz a terminale in perfetto stile americano e che non è detto saprà districarsi in un attacco reale).

Ho più volte ammesso la mia colpevolezza nello specifico: sono stato il primo a portare in Italia i corsi di certificazione della Novell che fu la prima a richiedere il superamento di un esame per poter vendere e spesso usare i loro prodotti.

Garanzia degli utenti? Una scusa. In realtà era un’operazione ideologica (la Novell era una società di rigida struttura governata dalla chiesa Mormone) che intendeva "evangelizzare" un mondo alla vera fede, tecnologica o religiosa che fosse, e che esaltava la competenza rispetto all’esperienza, trasformando in un business ricco, i libri dovevano essere i loro, gli istruttori i loro, gli esami nelle loro sedi, un’attività che doveva essere a sostegno della diffusione del loro prodotto.

Le corporazioni sono state una forma concreta con la quale i mestieri venivano codificati e il loro esercizio normato, principalmente per garantire la corporazione stessa da un’eccessiva proliferazione di praticanti e quindi per regolare il mercato.

Siedo in due comitati di certificazione, quello dei Lloyds e quello del TUV, e tocco con mano la costante diatriba tra la cerficazione della qualità, della sicurezza, dell’ambiente, della saluta, persino dell’etica, e un mondo reale in cui il bollino si scontra con la dinamica della ricerca della migliore condizione economica innanzitutto e in cui la qualità, proprio perchè vuole essere oggettivamente misurata, come per incanto scompare e perde di valore.

La patente europea per l’informatica? Oh mamma! Ha certificato al passato una quantità incredibile di incompetenti che non saprebbero nemmeno parlare di tecnologia.

Io continuo a studiare perchè sono ingordo di conoscenza, cerco maestri per il golf, il tai chi, per il violoncello, se una materia mi interessa leggo avidamente ciò che trovo  sull’argomento e mi piace fare anche per pochi minuti il ragazzo di bottega che si fa spiegare il mestiere dal falegname o dal macellaio.

Ma, non sopporto l’idea che un poliziotto mi si avvicini e mi chieda "I beg your pardon sir, have you got the permit to have this dog?"

8 Replies to “Ancora sulle patenti”

  1. Sono completamente d’accordo. Io penso, inoltre, che si dovrebbero investire i soldi (perchè certamente ci sono dei soldi per qualcuno) del “patentino” per fare una bella campagna promozionale sull’abbandono dei cani (ed altri animali) quando diventano scomodi per l’estate. Oppure per la realizzazione di spiagge dove i cani possono liberamente scorazzare con le loro famiglie umane. O incentivare gli alberghi che accolgono cani. Una diffusa sensibilizzazione all’idea che gli animali come i cani, gatti, criceti, etc sono esseri viventi non farebbe male a nessuno anzi renderebbe più familiari a tutti gli animali e si ridurrebbe l’aggressività nei loro confronti: sono sempre i cani ad essere cattivi mai i “padroni”!

  2. Sono d’ accordo con te.
    Però in questo caso è una questione complessa: prendiamo atto che esistono cani che vengono cresciuti malissimo, diventando un vero e proprio pericolo per il prossimo. Come evitare che la bestiola azzanni la vecchietta di turno?
    Il carcere (com’ è successo recentemente) è una soluzione a posteriori, che punisce giustamente il padrone ma che forse non è un deterrente sufficente per risolvere il problema.
    Non credo che il patentino possa servire a molto (al massimo al titolare dell’ azienda che nascerà ad hoc per istruire i futuri padroni)… Ma c’è un alternativa seria a questo discutibile provvedimento? Una chiacchierata con lo psicologo? Un controllo della fedina penale?

  3. Non va dimenticato che esiste un’istituzione che si chiama “scuola dell’obblico” e che nei 16 anni previsti potrebbe trovare qualche ora (magari più di 8) per insegnare ai bambini e ai ragazzi come comportarsi con gli animali e con la natura in genere.
    Senza bisogno di patenti ulteriori.

  4. Oppure un sistema più efficiente (con controlli, ecc) che sanzioni coloro che allevano i propri animali con la violenza o relegandoli alla solitudine di una prigionia forzata…

  5. MI spiace Gigio. Ma in attesa che la “cultura” verso gli animali migliori ( siamo a zero, casualmente..) io ritengo per esperienze personali senza entrare in particolari dettagli … che il cane – o se vogliamo un certo tipo di cane – in mano a una persona NON esperta o NON preparata né culturalmente né in pratica, sia tale e quale a una pistola carica e senza sicura ( il guinzaglio serve a poco, la museruola forse…ma fa male al cane che non puo difenderesi mettendo ancora piu a rischio la sua incolumita e quella del padrone o delle persone intorno). Pertanto se uno vuole andare in giro con una pistola carica e senza sicura lo deve fare sapendo di farlo, conoscendo ciò che ha per le mani e essendo consapevole di ciò che puo succedere nel caso “partisse un colpo”. Per evitare tutto cio, io, Stato, ti OBBLIGO a conoscere cio che andrai ad avere per le mani e come gestirlo affinche le possibilità che il colpo parta siano ridotte il piu possibile. E se non lo sai fare non ti do il “porto cane”. Poi lasciamo perdere che come tutte le cose in Italia ci saranno 34987 vie per averlo in altro modo …Ma su questo fatto sono assolutamente d’accordo. E non solo, io farei anche le indagini preventive sugli ambienti dovre andrebbero a vivere i cani …e la capacità di mantenimento in sana e corretta crescita del proprietario…Vuoi un cane? OK l’allevatore ne fa denuncia all’ASL che viene da te verifica in base a che cane vuoi se puoi acquistarlo o meno, in che ambiente vivrà, se è adatto alla taglia etc etc e dà il benestare all’acquisto. Guarda, sui cani (Oovvero i proprietari) ho il dente avvelenato per ciò che ho visto e quindi se fosse per me di proprietari con i cani di un certo tipo ce ne sarebbero ben pochi in giro. Con questo eventuale patentino si tratta di RIDURRE al minimo i danni che persone senza un minimo di testa potrebbero fare comprano cani che manco sanno tenere al guinzaglio.
    L’Amore per gli animali, caro Gigio, sta da un’altra parte,. Direi tutt’altra parte

  6. Qualche anno fa andai con un amica al canile di Desenzano perchè voleva prendersi un cane. Subito si innamorò di una cagnolona “Dana”, pitbull bianco.. Per qualche giorno l’ abbiamo portata a spasso nei campi dietro Desenzano. Al momento di decidere sull’ affidamento, i proprietari del canile squadrano la mia amica e sapendo che viveva in un appartamento piccolo senza il giardino decidono di non affidarle la cagnolona. Una settimana dopo siamo andati al canile di Calcinato (davvero disastrato, ho appena trovato su Google che è stato messo sotto sequestro una decina di anni fa) e ci hanno dato una cagnetta dopo giusto un paio di domande. Ora Mala, insieme a Gulli la cagnolina di Fausto Ghirardini, è uno dei cani più felici ed educati che conosca, corre tutti i giorni nel parco e non è assolutamente aggressiva (fra l’ altro la mia amica non vive più in quell’ appartamento). Entrambe le cagnoline stanno sempre a contatto con i padroni, 24 ore su 24. E’ questo di cui ha bisogno un cane. Qualcuno che sappia prendersi cura di loro. Vivono molto meglio questi animali, secondo me, che quelli che vengono lasciati in giardini infiniti senza nessuno che si curi di loro.
    E’ una cosa difficile questa da regolamentare con un patentino…

  7. Paolo,
    ci stiamo parlando addosso; stiamo discutendo NOI, ovvero (presumo) persone che sono dalla parte degli animali …TU IO Gigi e chissà quanti altri che ci legggono.
    Il PATENTINO serve a regolamentare e posibilmente istruire chi di animali NON CAPISCE UNA MAZZA e va in giro con degli M16 caricati senza sicura in mezzo alla gente, che non sa richiamare un cane quando serve, che non sa come un cane si deve comportare quando ringhia nei confronti di un altro cane, che si stupisce quando vuole togliergli la ciotola e il cane gli mostra i denti, che però poi fa dormire un colosso da 60 chili sul letto perche poverino …..e poi gli devasta la casa perche è diventato lui il capobranco e non il proprietario e mille altre cose da SAPERE quando ci si porta in casa un cane con mille sacrifici di varia natura.
    Per questo deve servire un patentino: per salvaguardare la gente dai mille pirla che girano in giro con quei cani cosiddetti potenzialmente pericolosi(Ma il mio è buonissimo si figuri….)pensando di avere un peluche della Trudi e per salvaguardare i cani dai loro proprietari perche li trattino da Cani, rispettino la loro natura e per questa sappiano gestirli come si deve. POi il discorso che un cane possa essere piu felice in un appartamento circondato da amore che in un parco da solo e abbandonato… beh.,guarda caso attiene all’intelligenza dell’Uomo che purtroppo non è regolata da patentini.

  8. hmmm…vedo che l’argomento ha suscitato parecchio interesse e sono contenta…il discorso è complesso, ma posso dire di essere a favore di questo patentino, non solo per interesse personale, ma facendo parte di un’associazione di volontariato so come stanno le cose: è impossibile controllare tutti, anche se dedichi tutto il tuo tempo libero ci sarà sempre qualcuno che te la farà sotto il naso. E se non sono volontari chi sono?! Il governo pagherebbe per gente che controlla?! Wow, ditemi come fare richiesta per essere assunta! Purtroppo non siamo nel paese dei balocchi…già l’Italia non ha i fondi per la ricerca, ecc. Le campagne pubblicitarie non servono a nulla, solo a far star male chi è già sensibile mentre passano inosservate ai cuori meno sensibili. Comunque mi sembra che si sia divagato troppo, mentre il problema da risolvere è molto circoscritto: le persone devono essere guidate nella scelta del cane giusto per loro, e istruite sui principi del comportamento canino (sapersi muovere, prestare attenzione ai lati della bocca del cane, alla coda, ecc.). Quando aspetterò un figlio leggerò libri, mi informerò, parlerò con chi i figli li ha già avuti, ascolterò idee diverse…non mi fiderò solo di quello che mi dice mia madre (pur avendo esperienza). Non possiamo fare lo stesso col cane? Il livello di stress è diverso da quello di un criceto o di un coniglio. Siamo abituati a pensare agli animali da fattoria e a comportarci con loro come tali, per mangiarli, ma quando l’animale diviene “da compagnia” allora bisogna riflettere un po’. Non tutti leggono libri sul comportamento degli animali, quindi il patentino per quanto mi riguarda va promosso.

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