I Laboratori di “Cuccioli” 1996

Ho ritrovato due videocassette che raccontano cosa avveniva nei laboratori di innovazione che avevamo organizzato per la conferenza Cuccioli e Multimedialità nel settembre 1996.

Rivedere quel filmato mi ha riempito di soddisfazione e mi ha anche fatto riflettere a lungo nel pomeriggio mentre ne estraevo gli spezzoni per farne una sintesi da mettere su YouTube.

Il filmato è qui sotto, le riflessioni nella continuazione del post.

1996, internet aveva cominciato la sua diffusione da solo due anni e il progetto Onde è al suo secondo anno di attività: l’idea di fondo è quella che, a fronte del grande cambiamento che la rete porterà, bisogna insegnare, far usare, diffondere la conoscenza perchè sia un’opportunità di crescita e di inclusione.

Rivedere quei laboratori, guardare le facce di chi c’era, percepire il senso di "anticipo sui tempi" che quel progetto dimostrava ed esserne l’ideatore mi dà una grande soddisfazione.

Rivedere il prof. Ocko, una delle persone più straordinarie che mi sia capitato di conoscere, il prof. Rahmani che curava i traumatizzati da gravi incidenti ricostruendone le capacità logiche con la matematica e quell’aula dove si costruiscono pagine HTML per raccontare sè stessi, le proprie tradizioni, era l’idea di un "incubatoio" di blogger, oggi li chiameremmo così. Il laboratorio MIDI per insegnare a fare musica digitale che era la base per far capire che la musica in primo luogo, ma poi tutte le arti avrebbero subito profondi cambiamenti con la rete e infine dedicare uno spazio al teatro era un modo per non dimenticare che il nostro corpo non è un automa, che i suoi tempi e i suoi ritmi sono diversi da quelli delle macchine.

C’era un concentrato di innovazione incredibile in quell’evento eppure l’anno dopo finì.

Oggi mi domando se ho fatto bene o male a non insistere a non prendere di petto l’opposizione che al progetto veniva con eguale forza da destra e da sinistra, da una parte per interesse e dall’altra per imbecillità.

Liddy mi disse una vola che il cambiamento vero è quello che rimane quando tu te ne sei andato e che solo allora puoi dire se la tua azione ha cambiato e di quanto il mondo che ti è attorno.

Che sia cambiato è sicuro, di quanto non posso misurarlo ma mi chiedo se non si poteva cambiare "di più".

Mi dico che forse mi sono comportato come un arrogante e borioso saputello che sbatte la porta con il "beau geste" del genio incompreso: un atto d’orgoglio che però ha fatto finire un progetto che se mi fossi imputato forse oggi sarebbe ancora vivo e chi lo ostacolava allora si sarebbe ricreduto.

E poi mi dico che in realtà è stato giusto così e accettare il "fato avverso" non è un atteggiamento borioso ma di semplice accettazione del fatto che il mondo non va sempre come vuoi tu e che borioso sarebbe stato invece pensare di essere così forti da contrastare un avversione profondamente radicata che si avverte ancora a dodici anni di distanza.

Ero andato di corsa, senza preoccuparmi di creare attorno a quelle idee il necessario consenso: ma c’era il tempo per farlo? c’era la voglia di capire?

Forse se fosse rimasto il Sindaco Rocca, poi battuto alle elezioni, o la Preside Libertini, una eccezione nello squallore in cui è caduto poi il liceo Bagatta negli anni successivi. Forse, mah, non potrò mai saperlo.

Per quelli che c’erano sicuramente il cambiamento c’è stato, nei video riconosco molte persone e vedo Fabio Koryu che insegna HTML, Momo che insegna musica MIDI, o Mauro che salta da un laboratorio all’altro e l’anno dopo ne sarà l’artefice, tutte persone speciali che da quell’evento speciale hanno imparato molto.

Ho anche ritrovato il video che Gianni Sciola mi diede per il suo intervento sul tema del viaggio per l’edizione di Cuccioli dell’anno dopo, l’ultima, e lui era in Cina a insegnare Italiano all’Università di Pekino e dice cose che oggi ci sembrano ovvie ma dodici anni fa non lo erano affatto, anzi ascoltando e guardando direi che sono profetiche.

E allora riguardo ancora una volta il filmato prima di metterlo su YouTube: ci metto o no le didascalie? Chi non c’era come può capire se non c’è un minimo di guida? Certo, senza didascalie è più "storico" e autentico ma chi c’era lo apprezzerà lo stesso anche con le didascalie. Decido per le diascalie.

Riguardo gli eventi e li rivivo come quando riguardo i filmati dei miei figli, sono immagini che mi toccano ma che sono "come devono essere" perchè così era la realtà che si presentava ai miei occhi allora ed è così che doveva essere e non ha senso dire "ah, se avessi..".

E’ appena passato l’acquazzone serale che da due settimane rinfresca la sera e lucida l’aria, e mentre guardo fuori e intravedo la collina della Casella e immagino le cime che la sovrastano, mi dico che guardare il passato è come guardare queste montagne, non sei tu che le cambierai ma di certo sei parte di esse, bagnato dalla stessa pioggia e consumato dal medesimo vento.

3 Replies to “I Laboratori di “Cuccioli” 1996”

  1. … ma quanto eravate avanti? 🙂
    Per altri versi anch’io mi sono sentito così quando non sono riuscito a portare avanti idee e progetti faticosamente realizzati.
    Oggi, ogni giorno che passa mi rendo sempre di più conto che forse tra una decina d’anni sarò orgoglioso di averci comunque provato.
    Ora però la domanda che sorge spontanea è: ma chi me lo ha fatto fare?

  2. Non capisco chi e perchè facesse opposizione al progetto… mah!
    mi sarebbe piaciuto partecipare! bellissimi i lego robot!

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