In questi giorni indaffarati ho suonato poco e il mio violoncello se
ne accorge: il suono è come ovattato (in gergo si dice "chiuso") e ci
vogliono parecchie ore di utilizzo perchè lo strumento torni a vibrare
con un suono deciso.
E’ come se le fibre del legno sonnecchiassero e fossero
raggomitolate e poco vogliose di "lavorare" e se l’utilizzo le dispone
secondo le vibrazioni delle armoniche, il silenzio le fa tornare a uno
stato di letargo.
Io credevo che il fenomeno riguardasse solo gli strumenti antichi ma
accade anche a me e la prendo come una richiesta di una cosa viva che
chiede di essere accompagnata a fare la passeggiata giornaliera, a
sgranchirsi le fibre come la cagnolina sgranchisce le gambe.
E’ la magia degli strumenti in legno, vivi anche dopo trecento anni.